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sabato 29 dicembre 2007

Adolescenza


"(...) Di fronte agli adolescenti siamo ansiosi. Essi ci testimoniano tutto il possibile che in noi non è divenuto reale".*

Mi piace questa osservazione di Galimberti che parla dell'età adolescenziale come "inquietudine che muta" e ne sottolinea la potenziale ricchezza dovuta alla capacità continua di cambiamento, in contrasto con la rigidità di molti adulti che perdono la propria creatività e presumono di aver capito la vita solo perché hanno vissuto più a lungo.

*1) Umberto Galimberti -Parole nomadi- Feltrinelli-

mercoledì 12 dicembre 2007

Elogio dell'adolescenza...


Nel post "Elogio della lentezza", riporto una frase di Cassano che dice:
"Bisogna imparare a star da sé e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani."
Mi è venuta alla mente una splendida poesia del giovane Arthur Rimbaud: la dedico a tutti quelli che hanno (o hanno avuto e se lo ricordano bene) diciassette anni...

La mia bohème (Fantasia)

"Andavo, i pugni stretti nelle tasche sfondate,

Ed anche il mio cappotto diventava ideale;

Andavo sotto il cielo, Musa, ero il tuo fido;

Oh, quanti amori splendidi ho mai sognato allora!

Negli unici calzoni avevo un largo squarcio.

-Pollicino sognante, spargevo, nel mio errare

Rime. L'Orsa Maggiore mi faceva da ostello.

-Le mie stelle nel cielo dolcemente frusciavano

Le ascoltavo, seduto ai lati delle strade,

In quelle sere miti di settembre e sentivo le gocce
Di rugiada sul viso, come vino gagliardo;
E, rimando nel cuore di fantastiche tenebre,

Tiravo, come fossero lire, gli elastici

Delle scarpe ferite, col piede accanto al cuore! *1)

Aggiungo pochi versi tratti da "Roman" (Romanza):

"Nessuno è molto serio quand'ha diciassett'anni.
I caffé strepitanti dalle luci splendenti,
Le bibite e la birra d'improvviso t'annoiano,
E allora vai a spasso per il viale dei tigli.
(...)
Sei dunque innamorato (fino al mese d'agosto),
Sei dunque innamorato. -I versi la fan ridere.
Gli amici ti abbandonano perchè manchi di gusto,
Ma un giorno l'adorata si è degnata di scriverti!...

-Ma quella sera... torni nei caffé luminosi,
Di nuovo ordini birra, oppure limonata...
Nessuno è molto serio quand'ha diciassett'anni,
E quando sono verdi i tigli del passeggio".

Se conoscete il francese, ovviamente leggerlo ha un altro fascino. Io l'ho scoperto grazie a un libro regalatomi edito da Feltrinelli. Traduzione e note di Ivos Margoni, testo originale con traduzione a fronte.





sabato 27 ottobre 2007

Infanzia. 3) Qualche vita fa...


E ripensi a quando eri bambina.

E' bastato un odore, quello, inconfondibile, della coccoina, miracolosamente apparsa nel cassetto della scrivania, per tornare a pomeriggi lontani, trascorsi incollando figurine su album sempre più spessi, le doppie legate con un elastico, che poi le portiamo in cortile e si fa cambio con gli amici.


Il mondo disegnato col gessetto per terra, le partite interminabili (si continua domani!), i ghiaccioli arcobaleno e quelli alla fragola che fanno da rossetto e ti ritrovi con due labbra scarlatte fino a sera, la polverina di carnevale che fa starnutire e quella, terribile, che causa insopportabili pruriti, e le focacce enormi, unte, e il resto che il panettiere ti dà sempre in golia, e i primi silenzi interminabili nati da uno sguardo più lungo di lui, lui che adesso ti piace e che di certo sposerai, un giorno, quando tutto sarà bellissimo, l'abito col velo bianco lungo lungo, i fiori, e poi tanti bambini...

Una vita, mille vite, da allora, perché un mese da bambini è lungo due anni e poi arriva la fine delle scuole medie e la mia famiglia trasloca, e addio cortile, e addio ai vecchi amici che non rivedrò, e Fabrizio, l'ultimo pomeriggio, suona la chitarra e mi dedica una vecchia canzone e io penso che non si possa essere più tristi di come mi sento in quel giorno caldo di inizio estate, e ancora non lo so, ma con quell'estate se ne andranno anche le mie certezze bambine, se ne andranno i miei sogni di veli bianchi da sposa e molte illusioni, per far posto ad altri sogni e a illusioni diverse.
Ma, questa, è già un'altra storia.